Di Winter non replicò che con un sospiro.
«Tutto sarebbe finito, continuò Aramis. Athos! io temo che colla vostra saviezza mi abbiate fatto fare una pazzia».
Athos prese per mano di Winter, e procurando disviare il discorso gli domandò:
«Quando approderemo in Inghilterra?»
Ma il gentiluomo non lo intese nè fece motto.
«Ecco, proseguì Aramis, forse sarebbe ancora tempo; guardate, è là nello stesso posto».
Athos si girò con dispiacere, l’aspetto di quel giovane eragli assai penoso.
Chè realmente egli rimaneva in piedi sullo scoglio, ed il faro gli mandava attorno come un’aureola di luce.
«Ma che fa egli a Boulogne? chiese Athos, il quale tutto senno, cercava di ogni cosa la causa e poco curava l’effetto.
«Mi seguitava, mi seguitava, disse di Winter che questa volta aveva udita la voce di Athos, voce che rispondeva ai suoi pensieri.