«Non è possibile, è al lavoro.

«Dunque aspetterò».

E Friquet a cui questo tornava in acconcio, dacchè troverebbe modo d’impiegare il tempo, salì alla lesta la scala, che la madre faceva molto più adagio andandogli dietro.

«Ma insomma, domandò questa, che vuoi dal signor Broussel?

«Gli vuo’ dire, rispose Friquet urlando quanto più forte potesse, che v’è tutto l’intero reggimento delle guardie che se ne viene per in qua; e siccome ho sentito a dir dappertutto che in corte v’erano cattive disposizioni contro di lui, lo voglio avvertire perchè stia ben cauto».

Broussel udì le grida di quel bricconcello, e, contentissimo del di lui zelo, scese al primo piano, giacchè infatti lavorava nel suo gabinetto del secondo.

«Eh! caro mio, gli disse, che c’importa del reggimento delle guardie? sei matto a venire a far tanto chiasso? non sai che è uso di agire come agiscono quei signori, e che il reggimento è solito a schierarsi ove deve passare il re?»

Friquet s’infinse da nescio, e girandosi fra le dita la berretta nuova, rispose:

«Non è miracolo che le sappiate voi, signor Broussel, che sapete ogni cosa, ma io, in verità di Dio benedetto, non lo sapevo, e ho creduto di darvi un buon avviso; non v’avete ad adirar con me, signor Broussel.

«Anzi, ragazzo mio, al contrario, mi piace la tua premura.... Ehi! (ordinò alla serva) pigliate un po’ le albicocche che ci mandò jeri da Noisy madama di Longueville, e datene una mezza dozzina al vostro figliuolo con un pezzo di pan fresco.