«Ah ah! gli disse, va bene, sentirete parlare di me!
«E anche voi, rispose Louvieres, e si vedrà chi parlerà più forte».
Friquet e la Gervasia strillavano sempre; le grida, lo sparo, l’odore della polvere, tanto atto ad eccitare, facevano effetto.
«A morte l’uffizlale! a morte! urlò la folla».
E vi fu grande agitazione.
«Un passo di più, esclamò Comminges calando le stuoje onde si distinguesse bene dentro al legno ed appoggiando la spada sul petto al consigliere; un passo di più e ammazzo il prigioniero. Ho ordine di portarlo o vivo o morto, lo porterò morto e sarà finita».
Echeggiò un grido terribile. La moglie e le figlie di Broussel stendevano in atto supplice le mani verso il popolo.
Il popolo comprese che l’uffiziale tanto pallido, ma che parea sì risoluto, farebbe come aveva detto; seguitò a minacciare, ma si trasse indietro.
Comminges fece salir seco nel legno la guardia ferita, e ordinò alle altre di chiudere lo sportello.
«Di galoppo al palazzo!» ordinò poi al cocchiere mezzo morto.