Ed abbassò l’arme verso d’Artagnan, il quale gli correva incontro di triplice galoppo.
D’Artagnan si chinò sul collo del proprio destriero. Il giovane fece fuoco; la palla tagliò la penna del suo cappello.
Il corsiero, infuriato, urtò l’imprudente che credeva di poter trattenere da solo una tempesta, e lo mandò a cadere a ridosso al muro.
D’Artagnan fermò in tronco il suo cavallo, e mentre i suoi moschettieri continuavano a caricare, tornò, alzando la spada, su colui che aveva atterrato.
«Ah signore! esclamò Raolo, ravvisando il giovane per averlo veduto nella via Cocatrix, abbiategli riguardo, è suo figlio!»
D’Artagnan si frenò; aveva il braccio pronto a colpirlo.
«Ah! siete suo figlio? esso disse, allora è tutt’altro.
«Signore, mi arrendo, rispose Louvieres, porgendo all’ufficiale il suo fucile scarico.
«Eh no, per Dio! non vi arrendete; anzi scappate e alla lesta; se vi prendono, sarete impiccato».
Quegli non se lo fece dire due volte; passò sotto il collo del destriero e disparve sul canto della via Guénégaud.