«Io, sono sempre pronto a partire; solamente, lo sapete, non parto mai... e probabilmente, questa volta niente più delle altre.

«Ma se io parto, partirete?

«Mi proverò.

«Giulio, mi fate morire d’impazienza coi vostri timori; ma di che avete paura?

«Di molte cose.

«Di quali?»

A Mazzarino si fece trista la cera, stata fino allora ironica, ed egli disse:

«Anna, voi non siete altro che una donna, e come donna potete insultare liberamente gli uomini, sicura dell’impunità. Mi accusate di aver timore: non ne ho tanto quanto ne avete voi, poichè non fuggo. Contro chi gridano coloro? contro di voi o di me? Di chi si vuol la rovina? la vostra o la mia? Eppure, faccio fronte alla burrasca, io che incolpate di paura: non già da bravaccio, chè quella non è la mia maniera, ma mi reggo. Imitatemi: non tanta apparenza, e più effetto. Voi gridate forte, e nulla concludete. Parlate di fuggire!...»

E Mazzarino fece un moto delle spalle, prese per mano la regina, e la condusse alla finestra dicendole.

«Guardate!