«Ebbene? fece Anna acciecata dalla sua ostinazione.

«Che vedete da questa finestra? Sono, se io non isbaglio, borghesi con la corazza, con l’elmo e con buoni moschetti come a tempo della lega, e che guardano tanto bene a questo balcone come li guardate voi, che tra un momento sarete vista se scuotete sì forte la cortina. Adesso, venite a quest’altra. Che mirate? genti del volgo con alabarde in mano a custodia delle vostre porte. Ad ogni apertura del palazzo dov’io vi guidassi scorgereste altrettanto: son custodite le porte, custoditi anco gli spiragli delle cantine, e vi dirò come diceva a me il caro la Ramée del sig. di Beaufort: se non diventate uccello o topo, non uscirete.

«Egli però uscì!

«Fareste conto di andarvene nella medesima guisa?

«Dunque sono prigioniera?

«Perdinci! è un’ora che ve lo provo!»

E Mazzarino riprese tranquillamente il dispaccio incominciato, al punto ove lo aveva sospeso.

Anna tremante di collera, rossa d’umiliazione, si partì dal gabinetto spingendosi dietro con impeto l’usciale.

Mazzarino non voltò tampoco il capo.

La regina entrata nel proprio appartamento si gettò sur un seggiolone, e si mise a piangere.