«Da parte di chi? domandò il Guascone.
«Della regina, rispose colui.
«Eh? fece Porthos sollevandosi sulle lenzuola, che cosa dice?»
D’Artagnan invitò il servo a passare in una stanza contigua, e chiusa che quegli ebbe la bussola, ei saltò dal letto, e lesse prestamente, intanto che Porthos lo guardava cogli occhi spalancati senza osare interrogarlo.
«Porthos, disse d’Artagnan dandogli il foglio, questa volta ecco il tuo titolo di barone e il mio brevetto di capitano. Tieni, leggi, e giudica».
L’altro stese la mano, pigliò la carta, e pronunziò tremando queste parole in essa contenute:
— «La regina vuol parlare al signor d’Artagnan; esso segua il latore. —
«Ebbene! fece Porthos, in ciò non vedo che una cosa ordinaria.
«Io all’opposto, ce ne veggo di molte straordinarie. Se mi chiamano, è segno che gli affari sono assai imbrogliati! Pensa un po’ che disordine dev’essere accaduto nella mente della regina, perchè dopo venti anni vi ritorni a galla la memoria di me.
«È vero, confermò Porthos.