«Benissimo.... A proposito, i nomi dei vostri amici?
«I nomi? ripetè il tenente con un avanzo d’inquietudine.
«Sì; frattanto che voi dal canto vostro cercherete, io dal mio m’informerò, e forse saprò qualcosa.
«Il signor conte de la Fère, detto altrimenti Athos; il signor Du Vallon, detto altrimenti Porthos; e il signor cavaliere d’Herblay, oggi abate d’Herblay, detto altrimenti Aramis».
Il ministro sorrideva.
«Cadetti, diss’egli, che si erano arruolati ne’ moschettieri sotto nomi falsi per non comprometter quelli delle loro famiglie; spadacce lunghe, ma borse leggere.... si sa, si sa.
«Se Dio vuole che quelle spadacce passino al servizio di Vostra Eccellenza, ardisco esprimere un mio desiderio, cioè che poi la vostra borsa, monsignore, diventi leggera e la loro pesante, perchè con quei tre uomini l’Eccellenza Vostra metterà in moto tutta la Francia, ed anche tutta l’Europa se le fa comodo.
«Questi Guasconi, replicò ridendo Mazzarino, sono quanto gl’Italiani per le smargiassate.
«In ogni caso, ribattè d’Artagnan imitando la risatina del ministro, e’ sono da meglio per le stoccate».
Ed uscì, dopo aver chiesto un congedo, che gli fu subito accordato e firmato da Mazzarino.