La regina considerava con meraviglia quell’uomo singolare, che pel luminoso suo coraggio facevasi uguale ai più prodi, che per lo spirito accorto si faceva uguale a tutti.
Tornò Laporte.
«Che v’è? disse Anna.
«Signora, rispose Laporte, si è compiuta la predizione del signor d’Artagnan, e si sono calmati come per magia. Si apriranno loro le porte, e fra cinque minuti saranno qui.
«Laporte, continuò la regina, se metteste uno de’ vostri figli nel posto del re? frattanto noi partiremmo.
«Se sua Maestà lo comanda, i miei figli sono al pari di me al servizio della regina.
«No, disse d’Artagnan, chè se uno di loro conoscesse Sua Maestà e si accorgesse del sotterfugio, tutto sarebbe perduto.
«Avete ragione, ragione sempre, replicò Anna. Laporte, mettete a letto il re».
Laporte vi pose in fatti il re, vestito com’era, e lo cuoprì sino alle spalle col lenzuolo.
La madre si chinò su di lui e lo baciò in fronte.