Quelli ch’erano alla testa della turba balbettarono e cominciavano a retrocedere.
«Passate, signori, disse Laporte, poichè la regina lo permette».
Uno de’ più arditi passò la soglia e si avanzò in punta di piedi; tutti lo imitarono, e la camera si empiè col maggiore silenzio, quasi che tutti coloro fossero stati i cortigiani più umili e devoti. Molto indietro alla porta si vedevano le teste di quelli che non avendo potuto introdursi si rizzavano in punta di piede.
D’Artagnan osservava tutto da un’apertura che aveva fatta al cortinaggio. Nel primo entrato riconobbe Planchet.
«Signore, disse la sovrana a questo che comprese essere il capo della turba; voi bramaste di vedere il re, ed io volli mostrarvelo da me stessa. Appressatevi, guardatelo, e dite se vi sembriamo persone intenzionale a fuggire.
«No certo, rispose Planchet alquanto sorpreso dell’inatteso onore che riceveva.
«Riferite dunque a’ miei buoni e fedeli Parigini, continuava Anna con un sorriso di cui d’Artagnan capiva appieno il senso, che avete visto il re addormentato, e la regina sul punto di coricarsi.
«Lo riferirò, signora, e lo diranno pure quei che sono meco, ma....
«Ma che? domandò la sovrana.
«Vostra Maestà mi perdoni, ma è veramente il re quello disteso nel letto?»