Mousqueton, che nulla sapeva di quanto era accaduto nel palazzo, non comprendeva come non fosse a lui venuta più presto l’idea di vender la paglia.

D’Artagnan si pose l’oro nel cappello, e tornando indietro, faceva i conti con Porthos. Spettavano ad ognuno di essi duecento quindici luigi.

Allora soltanto Porthos si avvide di non aver paglia per suo uso.

Andò da Mousqueton. Questo avea venduto sino all’ultimo filo, non serbandosi niente per sè stesso.

Porthos si recò presso a d’Artagnan, il quale, mediante i suoi quattro fasci era occupato a prepararsi, godendone anticipatamente la vista deliziosa, un letto così morbido, grosso da capo, coperte da’ piedi, che avrebbe fatto invidia anche al re, se il re non avesse riposato egregiamente nel suo.

D’Artagnan a nessun costo volle guastarlo, ma essendogli contati da Porthos quattro luigi, acconsentì che questi vi si adagiasse con lui.

Accomodò la spada da capo, si posò le pistole accanto, si distese a’ piedi il ferrajuolo, su questo mise il cappello e si sdrajò maestosamente sopra la paglia che cedeva e scricchiolava. Si pasceva digià dei dolci sogni che genera il possesso di duecento diciannove luigi guadagnati in un quarto d’ora, quando lo fece scuotere una voce alla porta della sala.

«Signor d’Artagnan! questa gridava, signor d’Artagnan!

«Qui, disse Porthos, qui!»

Porthos intendeva che se d’Artagnan se ne andava, il letto resterebbe a lui solo.