«Sire, tutto è pronto.
«E noi? fece Athos.
«Grimaud e Blaison reggono i vostri cavalli con la sella addosso.
«Allora non si perda un momento e si parta.
«Si parta, ripetè il re.
«Sire, soggiunse Aramis, non prevenite i vostri amici?
«I miei amici! replicò Carlo I scuotendo afflitto il capo, non ne ho più altri che voi tre. Un amico da venti anni che di me non si dimenticò giammai; due da otto giorni, ch’io mai non dimenticherò. Venite, signori».
Il re uscì dalla tenda, e trovò pronto il suo palafreno: era un caval sauro che cavalcava da tre anni, e che gli era assai caro.
Il quale nel vederlo nitrì dal contento.
«Ah! disse Carlo, ero ingiusto, ed ecco ancora, se non un amico, almeno un essere che mi ama. Tu, Arturo, mi sarai fedele, non è vero?»