I due gentiluomini si girarono da parte e stettero cheti.

«Cerca dove sia Strafford! urlò la voce stridula di Mordaunt».

Il re palpitò, il demone avea colpito nel segno: Strafford era il suo rimorso eterno, l’ombra dei giorni suoi, lo spettro delle sue notti.

Si guardò vicino, vide a’ suoi piedi un cadavere.

Il cadavere di di Winter.

Non diede un grido, non versò una lacrima; soltanto gli si cosparse sulla guancia un pallore più livido, pose in terra un ginocchio, sollevò la testa di di Winter e lo baciò sulla fronte, e ripreso il cordone dello Spirito Santo che passato gli aveva al collo, religiosamente se lo mise sul petto.

«Dunque di Winter fu ucciso? domandò d’Artagnan affiggendo sul morto le pupille.

«Sì, disse Athos, e dal suo nepote.

«Or via! borbottò d’Artagnan, è il primo di noi altri che se ne va, riposi in pace, era un prode.

«Carlo Stuart, disse allora il colonnello del reggimento inglese facendosi innanzi al re che aveva riprese le regie divise, vi rendete voi nostro prigioniero?