Codesto, conforme ci è noto, era il nome che Athos soleva dargli ne’ suoi momenti di cordiale sfogo.
Nell’istante uscì dalla camera Grimaud. Il ferito medicato stava alquanto meglio.
I quattro amici tolsero da lui commiato, domandandogli se avesse da incombenzargli di alcuna cosa per suo fratello.
«Ditegli, ei rispose, che faccia sapere al re che non mi hanno ammazzato del tutto; per poco ch’io mi sia, sono certo che a Sua Maestà duole di non avermi e che a sè stessa fa rimprovero della mia morte.
«State quieto, disse d’Artagnan, lo saprà innanzi sera».
La comitiva si rimise in viaggio; non v’era da sbagliar la strada: quella per cui voleva incamminarsi era tracciata visibilmente sulla pianura.
Dopo un tragitto di due ore in silenzio, d’Artagnan ch’era il primo avanti si ristette alla svolta di una via.
«Ah ah! esclamò, ecco i nostri».
Diffatti alla distanza di circa mezza lega compariva una considerevole turba di uomini a cavallo.
«Amici cari, disse d’Artagnan, date le vostre spade a Mousqueton, che ve le consegnerà a tempo e luogo, e non vi dimenticate che siete nostri prigionieri».