«Or bene, continuò il tenente, mi fo premura di dirvi che applicaste sì egregiamente il colpo da aver quasi ucciso quell’uomo.

«Credevo averlo ucciso affatto, ribattè Groslow.

«No: è vero che v’è mancato poco, ma non è morto».

Così dicendo d’Artagnan vibrò uno sguardo verso Parry, che stava in piedi davanti al re, col pallore di morte sulla fronte, per accennargli che quella notizia era diretta a lui.

Il re aveva ascoltato il dialogo col cuore oppresso da inesprimibile angoscia, mentre ignorava che fosse per concludere il militare francese, e lo irritavano quei dettagli celati sotto l’apparenza di assoluta non curanza.

Solamente respirò libero alle ultime parole da questo profferite.

«Ah diamine! disse Groslow, mi pensavo di esser riuscito meglio. Se non fosse tanto lontana di qui la casa di quel miserabile, ci tornerei a rifinirlo.

«E fareste benone, se avete paura ch’ei la scapoli, rispose d’Artagnan; giacchè sapete che quando le ferite in testa non ammazzano sull’atto, dopo otto giorni sono bell’e risanate».

E d’Artagnan lanciò una nuova occhiata a Parry, sul volto del quale appariva tanta gioja che Carlo gli porse la mano sorridendo.

Parry chinatosi sulla mano del suo padrone, gliela baciava rispettosamente.