«In verità, disse Athos a d’Artagnan, siete un uomo di parole e di spirito. Ma del re, che ne dite?

«Mi va a genio la sua fisonomia: ha l’aspetto al tempo stesso buono e nobile.

«Sì, ma si lascia prendere, seguitò Porthos, e questo è mal fatto.

«Ho voglia di bere alla salute del re, disse Athos.

«Dunque permettete ch’io faccia il brindisi, propose d’Artagnan.

«Fate pure» approvò Aramis.

Porthos guardava d’Artagnan maravigliando delle incessanti risorse che gli forniva il suo spirito da Guascone.

Questi prese il bicchiere, ed avendolo empiuto si alzò.

«Signori, disse ai compagni, beviamo, se così vi piace, alla salute di quello che presiede al pasto, del nostro colonnello, ed esso sappia che siamo a’ suoi comandi sino a Londra e più oltre».

Siccome pronunziando questo, d’Artagnan fissava in viso Harrison, Harrison s’immaginò che per lui fosse il brindisi, e riverì i quattro amici, i quali ferme le pupille sul re Carlo, trincarono insieme, frattanto che Harrison dal canto suo vuotava il suo gotto senza alcuna diffidenza.