«Ehi! vi credete, domandò l’Inglese, che mentre io sia di guardia presso di lui, lo Stuart se la fugga?

«No di sicuro, rispose d’Artagnan, ammenochè dal cielo gli piovano degli amici».

Sulle guance a Groslow appariva un vero giubilo.

Siccome Carlo Stuart durante quella scena era stato costantemente a occhi serrati, non v’è da decidere se si fosse accorto o no della tracotanza del puritano. Ma a suo malgrado, udito ch’ebbe il suono della voce di d’Artagnan le sue palpebre non istettero più basse.

E anche Parry si scosse e sospese la lettura.

«Perchè ti fermi? disse il re, tira innanzi, Parry mio.... se però non sei troppo stanco.

«No, sire, fece il cameriere».

E ricominciò.

Nella prima stanza era preparato un tavolino coperto da un tappeto; e su questo due moccoli accesi, e due bossoli e i dadi.

«Signori (così parlò Groslow), di grazia, accomodatevi: io, dirimpetto a Stuart, che tanto mi è caro di vedere, soprattutto dov’è adesso; voi, signor d’Artagnan, di faccia a me».