Noi ci ricordiamo che il progetto di mutar panni si era adottato a voti unanimi, meno la lievissima opposizione di Porthos. Si passò dunque a porlo in esecuzione. Il locandiere fece portare abiti di tutte le sorta, come se intendesse rimettere a nuovo la sua guardaroba. Athos ne pigliò uno nero, che gli dava tutta l’aria di un onesto particolare; Aramis, non volendo lasciar la spada, lo scelse verde cupo di taglio alla militare; Porthos si sentì allettato da un giubbetto rosso co’ calzoni verdi; d’Artagnan, che aveva digià fissato anticipatamente il colore, non ebbe più da badare che alla gradazione di questo, e sotto il vestito marrone che tanto desiderava, rappresentava al naturale un negoziante di zuccheri ritiratosi dal commercio.
Grimaud e Mousqueton, che non portavano livrea, si trovarono bell’e immascherati. D’altronde, Grimaud offeriva il tipo quieto, magro e sostenuto dell’Inglese circospetto; e Mousqueton quello dell’Inglese grasso, panciuto e scioperato.
«Adesso, disse d’Artagnan, si passi all’essenziale: tagliamoci i capelli, onde non essere insultati dalla plebaglia. Non essendo più gentiluomini mediante la spada, siamo puritani pell’acconciatura. È questo, come sapete, il punto importante che separa il covenantaire dal cavaliero.
Su questo punto importante d’Artagnan trovò indocilissimo Aramis: esso voleva ad ogni modo conservarsi la chioma che aveva bella e di cui aveva grandissima cura, e fu d’uopo che Athos, al quale erano indifferenti tutte le quistioni, gli desse l’esempio. Porthos porse senza difficoltà la testa a Mousqueton, che recise a larghe forbiciate la folta e dura capigliatura. D’Artagnan si accomodò di per sè un capo di capriccio che somigliava un poco a una medaglia dei tempi di Francesco I e di Carlo IX.
«Siamo pur brutti! disse Athos.
«Mi pare che puzziamo di puritani da far paura! disse Aramis.
«Sento freddo alla zucca, disse Porthos.
«Ed io, disse d’Artagnan, ho voglia di predicare.
«Ora, soggiunse Athos, che neppur da per noi ci riconosciamo, e in conseguenza non abbiamo timore che gli altri ci ravvisino, si vada a veder entrare il re: se ha camminato tutta la notte, non deve essere lontano da Londra».
Infatti non passarono due ore dacchè i quattro camerati si erano mischiati tra la folla, che un gran movimento annunziò la venuta di Carlo. Gli era stata mandata incontro una carrozza, e il gigantesco Porthos che colla sua testa sorpassava tutte le altre avvertì qualmente il regio cocchio si avvicinava; d’Artagnan si drizzò in punta di piedi, mentre Athos ed Aramis stavano in ascolto onde procurare di farsi un’idea dell’opinione generale. Frattanto la carrozza passò e d’Artagnan riconobbe Harrison e Mordaunt, ciascuno accanto a uno sportello.