«È voce di femmina! esclamò Aramis, ah! quanto darei per che fosse bella e giovane!»

E salì sul gradino onde procurar di vedere nella tribuna da cui si erano partite quelle parole.

«Oh! sull’anima mia è pure avvenente! fece Aramis stesso, mirate un po’, d’Artagnan, tutti la osservano, e non ostante lo sguardo di Bradshaw non è impallidita.

«È lady Fairfax in persona, rispose d’Artagnan, Porthos, ve ne rammentate? la vedemmo col suo marito dal generale Cromvello».

Indi a poco si ristabilì la calma turbata da questo episodio, e ricominciò la chiamata.

«Quei bricconi scioglieranno la seduta quando si accorgeranno di non essere in numero sufficiente, disse il conte di la Fère.

«Athos, voi non li conoscete: badate al sorriso di Mordaunt, vedete come guarda il re. È quello lo sguardo di uno che tema che gli fugga la sua vittima? no no! è il sogghigno dell’odio soddisfatto, della vendetta prossima ad esser paga. Ah, maledetto basilisco! bel giorno sarà per me quello in cui teco incrocierò ben altro che un’occhiata!

«Il re è veramente bello! disse Porthos, e poi notate, ancorchè prigioniero, quanto è ben vestito. La penna che ha al cappello vale per lo meno cinquanta doppie; osservatela, Aramis».

Terminato l’appello, il presidente diede ordine di passare alla lettura dell’atto di accusa.

Athos si fece smorto: era deluso anco una volta nella sua aspettativa. Sebbene i giudici fossero in numero non bastevole s’intavolerebbe il processo; il re era condannato anticipatamente.