«Sentiremo ciarle volgari».

Porthos si mordeva i baffi mormorando:

«Cospetto! quante cerimonie per ischiacciare questo serpentello!»

Athos si appiattava nell’angolo della stanza, immobile e pallido quanto un bassorilievo di marmo, e non ostante con la fronte molle di sudore.

Mordaunt nulla diceva; e soltanto quando si stimò certo di aver sempre a sua disposizione la spada, incrociò imperturbabile le gambe ed aspettò.

Non poteva un tal silenzio prolungarsi di più senza dare nel ridicolo. D’Artagnan lo comprese, ed avendo egli invitato l’altro ad accomodarsi per discorrere, pensò che a lui toccava di dar principio al dialogo.

«Mi pare, signor mio, disse con la sua micidiale civiltà, che voi mutiate abito quasi con la medesima prontezza ch’io lo vidi fare agli istrioni italiani che il signor Mazzarino fece venir da Bergamo, e che senza dubbio vi condusse a vedere in occasione del vostro viaggio in Francia».

Mordaunt non rispose.

«Poc’anzi, continuò il Guascone, eravate travestito, anzi volevo dire vestito, da assassino, e adesso....

«E adesso, al contrario, sembro vestito come un uomo vicino ad essere assassinato, non è così? fece Mordaunt con la calma sua solita.