Athos e d’Artagnan non parlarono, ma lo stesso loro silenzio era un assenso.
«Or bene, fece Mordaunt fra il profondo e solenne silenzio che regnava nella misteriosa abitazione, io mi eleggo per primo avversario quello di voi, che non credendosi più degno di nominarsi conte di la Fère, si è fatto chiamare Athos».
Athos si rizzò dalla sedia come se lo avesse fatto balzare in piedi una molla; ma con somma sorpresa dei compagni, dopo un momento d’immobilità taciturna, disse scuotendo il capo:
«Signor Mordaunt, tra di noi è impossibile qualunque duello: fate a qualcun altro l’onore che a me destinavate».
E tornò a sedersi.
«Ah!! disse Mordaunt, eccone uno di già che ha paura!
«Corpo di una bomba! esclamò d’Artagnan scagliatosi verso di lui, e chi ha detto qui che Athos aveva paura?
«Lasciatelo dire, fece Athos con un sorriso pieno di mestizia e disprezzo.
«Siete deciso così, Athos? domandò il Guascone.
«Immutabilmente.