Aramis sciolse il foglietto, ma per quanta calma o freddezza ostentasse, si scorgeva che gli tremava la voce d’odio e di desiderio.

«D’Artagnan!» disse forte.

Il tenente guascone diede un grido di giubilo.

«Ah! esclamò, dunque v’è in cielo giustizia!»

E direttosi a Mordaunt:

«Spero, signore, che non abbiate da affacciare obbiezioni?

«Nessuna» quegli rispose.

E cavata fuori la spada ne appoggiava la punta sullo stivale.

Tosto che d’Artagnan fu sicuro ch’era esaudita la sua brama e che l’uomo non gli sfuggirebbe, ritornò in tutta la sua quiete, la sua flemma, ed anche la lentezza che aveva costume di usare nei preparativi della grave faccenda che chiamasi duello. Si arricciò le basette, stropicciò la suola del piè destro in terra, e ciò non tolse che osservasse come per la seconda volta Mordaunt si mandava attorno lo sguardo singolare del quale altra fiata ei si era accorto.

«Siete pronto? domandò poi.