Che il colonnello Mendoza fu strangolato;

Che il maggiore Stanislas Alonzo venne ucciso a colpi di bastone;

Che il maggiore Giacinto Castillo, il capitano Martinez, e il sottotenente Luigi Lavagna furono fatti a brani;

Che il luogotenente Arismendi, pria mutilato, fu strangolato;

Che il luogotenente Acosta spogliato vivo, morì gridando: Viva la libertà;

Infine che il luogotenente Gomez fu strangolato, del paro che il sottotenente Cabrera y Carillo.

A tali enormezze si erano abbandonati gli assedianti, nella speranza, che inorriditi a simile macello i difensori di Montevideo sarebbero venuti meno all'impresa. Ma si ingannavano a partito, poichè fatti accorti che venendo alle mani di Rosas era vano lo sperar grazia, compresero la necessità di battersi sino alla morte.

Ma questi nuovi soldati ora combattendo in imboscate, o in terreni accidentati, o dietro le fortificazioni non aveano peranco provato al nemico di quanto fossero capaci in campo aperto. Il ministro della guerra prese a sciogliere questo problema.

A tale effetto, la notte del 10 marzo 1843 ei si recava con una divisione ai piedi del Cerro, e l'undici quella parte d'armata che assediava questa fortezza era completamente battuta.

Il 10 giugno 1843 e il 28 marzo 1844 le armi di Montevideo capitanate sempre dal ministro della guerra trionfavano delle forze nemiche; e in questa giornata il generale Angel Nunnez, circondato dai cadaveri di molti tra' suoi soldati, moriva sul campo di battaglia. Egli, il più prode degli officiali di Rosas, era un traditore, poichè sui primi dì dell'assedio, abbandonata l'armata orientale, erasi dato in braccio al dittatore.