Sovra il magnifico fiume che bagna ad un tempo Buenos-Ayres e Montevideo sventola il vessillo della Francia. Ma alla vista di questo vessillo, che l'Italia, che Napoli, Milano e Venezia hanno abituato a tale orrendo spettacolo, i prigionieri della città sono sgozzati; gli stessi Francesi che dividono la sventura di Montevideo, mutilati, martoriati gettano nell'ultima agonia un grido di maledizione a questa bandiera infedele. Infine alla vista del vessillo francese, i nemici di Montevideo col dileggio e lo scherno sulle labbra appongono a delitto alle vittime che essi immolano, lo aver creduto alle promesse della Francia.

Il governo di Luigi Filippo chiese a Rosas ben quattro volte la pace, ed ottenne un insultante rifiuto che la Francia allora ingoiava d'accordo coll'Inghilterra, e questa pativa tranquillamente una tale vergogna perchè nelle sue mire politiche segnava il decadimento dell'influenza francese nell'America del Sud.

Invano allora i difensori di Montevideo domandavano alle due potenze di sciogliere la contesa ad ogni partito; poichè non avendo nè la pace, nè la guerra, la città legata a questo bugiardo intervento, vedea a poco a poco sfumare gli elementi della difesa, senza la speranza di cercare salute in una battaglia ultima, disperata.

A colorire un tale procedere il governo di Luigi Filippo metteva in campo gli accordi fatti coll'Inghilterra; ma questa cessò dall'intervento per la rivoluzione del 1848, e la Francia repubblicana fè sola sventolare la sua bandiera sulle rive della Plata.

A questa grande novella ripresero animo i difensori di Montevideo.

E di vero come supporre che la giovane Repubblica non si mostrasse a loro riguardo forte e leale? Qual dubbio sugli uomini arrivati al potere, che dal 1830 accusavano sui giornali e colle proteste Luigi Filippo di prostituire l'onore della Francia?

Montevideo era dunque risorta alle speranze dell'avvenire, quando sullo scorcio del 1848 la città fu scossa da una lieta novella. L'ammiraglio Le Prédour, comandante le forze navali della Francia nella Plata, erasi presentato al governo dichiarando, aver ricevuto ordine di rendersi a Buenos-Ayres onde proporre a Rosas la pace; non essere, diceva, trattative diplomatiche, ma un ultimatum delle volontà della Francia.

La partenza dell'ammiraglio teneva dietro a tale dichiarazione, e ad ogni istante si aspettava il ritorno. Ma si attese per quattro mesi il ritorno dell'ammiraglio Le Prédour!

Seppesi alfine che questo ultimatum avea preso sembianza di trattativa. Il governo di Montevideo protestò altamente, ma non cessarono per ciò i negoziati con Rosas. Intanto si pose in opera ogni modo onde la popolazione francese abbandonasse l'assediata città: si diceva pubblicamente che la Francia proteggerebbe Montevideo, mentre si gettava sordamente lo scoramento nel popolo, la diffidenza verso i ministri, la defezione nell'armata.

Ma, come sempre, Montevideo non rispose alle speranze de' suoi nemici. Eppure la città non avea, sino allora, versato in maggior pericoli: la divisione avea messo radici nelle file de' suoi difensori. Pacheco y Obes volea si protestasse contro la piega che le trattative avean preso; volea, che malgrado la presenza dell'ammiraglio Le Prédour a Buenos-Ayres, si rompesse la guerra con tutti i mezzi di cui potea disporre il paese.