Di tal guisa Alvear alla capitolazione di Montevideo era generale in capo dei Portennos.

Di tal nome vengon chiamati nel paese gli uomini di Buenos-Ayres; mentre all'opposto diconsi Orientali que' di Montevideo. Ecco ciò che li distingue.

L'uomo di Buenos-Ayres già da 300 anni fissato nel paese, dimenticò, dopo un secolo, le tradizioni della madre patria, la Spagna; ed essendo i suoi interessi attaccati alla terra che abita e lavora, è egli ora più americano, di quello non lo fossero gli Indiani cacciati da lui. Per opposto l'uomo di Montevideo, che occupa solo da un secolo il paese, non ha punto scordato ch'egli è spagnolo; al sentimento della nuova nazionalità, unisce le tradizioni della vecchia Europa, cui tende per civilizzazione, mentre l'uomo della campagna di Buenos-Ayres rientra gradatamente nella barbarie. Origine di queste così svariate tendenze è forse lo stesso paese.

La popolazione di Buenos-Ayres disseminata in lande immense, avendo per tetto mal costrutte capanne, lontane fra loro, in un paese tristissimo, difettante d'acqua e di legna, contrae dall'isolamento, dalle privazioni e dalle distanze, un carattere tetro, insocievole, barbaro; i suoi istinti tengono dell'indiano selvaggio delle frontiere del paese, da cui riceve le piume di struzzo, mantelli per i cavalli e legno per lancie, oggetti tutti d'un paese, in cui la civiltà europea non ha penetrato, scambiandoli coll'acquavite e col tabacco che gli Indiani poi recano in quelle immense pianure dei Pampas donde presero il nome, o cui forse diedero il loro.

La popolazione di Montevideo occupa invece un paese bellissimo, irrigato da ruscelli, intersecato da valli. Se non ha le immense foreste dell'America del Nord, può nelle sue amenissime valli riposarsi all'ombra del Quebracho dalla corteccia di ferro, dell'Ubajè dai frutti d'oro, del Sauce dai ricchi rami. Le case, le ville, le tenute, come che a poco tratto le une dalle altre, forniscono agli abitanti comodi alloggi e sanissimi cibi; quindi il suo carattere franco ed ospitale ritrae della civiltà europea che il mare le reca sulle ali del vento.

Tipo ideale della perfezione per il Gaucho di Buenos-Ayres è l'indiano a cavallo; per quelli della campagna di Montevideo è l'uomo d'Europa. II primo si reputa il più elegante d'America; facile all'ira e alla calma, vince in fantasia il suo rivale; diffatti Varela e Lafinur, Dominguez e Marmol poeti Portennos nacquero a Buenos-Ayres.

Il secondo invece è più calmo e più fermo nei suoi progetti, nelle sue risoluzioni; se il Gaucho crede superarlo in eleganza, egli si tien primo in coraggio. Fra i suoi estri poetici brillano i nomi d'Hidalgo, di Berro, di Figueroa, di Juan-Carlos Gomez.

Non è meraviglia, se pur la donna di Buenos-Ayres pretende al vanto di bellissima tra le donne dell'America meridionale, dallo stretto di Lemaire al fiume dell'Amazzoni.

Sono prime tra queste le signore Augustina Rosas, Pepa Lavalle e Martina Linche. Però se la donna di Montevideo non è tanto incantevole, la purezza delle sue forme, le sue mani, i suoi piccioli piedi, la dicono di Siviglia o Granata: ha insomma quel non so che di piacevole che vince di gran lunga la perfezione. Montevideo annovera con orgoglio Matilde Stewart, Nazarea Rucker e Clementina Batle, come tipi di sangue scozzese, sangue alemanno, sangue catalano.

Eravi dunque nei due paesi rivalità di coraggio e di eleganza tra gli uomini; di bellezza e di grazia tra le donne; rivalità d'ingegno nei poeti, veri ermafroditi sociali, perchè irritabili come uomini, capricciosi al pari delle donne, e malgrado questo, ingenui talvolta come fanciulli.