Da tutto ciò, fra Artigas ed Alvear, fra gli uomini di Montevideo e di Buenos-Ayres, era conseguente non solo una separazione, non solo un odio, sibbene una guerra. E per la guerra contro quelli di Buenos-Ayres, seppe giovarsi di tutti gli elementi opposti, l'antico capo dei contrabbandieri, poco curandosi dei mezzi, coll'unico fine di cacciar dal paese i Portennos. Messosi quindi alla testa dei boemi di America, Gauchos, con quanto aveva di risorse il paese, bandì la guerra santa; cui non potè reggere nè l'armata di Buenos-Ayres, nè il partito spagnolo, che ben s'avvedeva il ritorno di Artigas a Montevideo, essere la sostituzione della forza brutale all'intelligenza.
Nè mal s'apponeano costoro. Uomini prima erranti, barbari, disordinati, ora riuniti in un corpo d'armata sotto il generale Artigas, fatto dittatore, segnarono un'epoca che ricorda il sanculottismo del 93. Montevideo vide allora succedere il regno dell'uomo dai piè nudi ai fluttuanti calzoncillos[6], alla chiripa[7] scozzese, al lacero poncho, e al cappello abbassato sull'orecchio e assicurato dal barbijo[8].
Scene inaudite, bizzarre, talvolta terribili funestarono allora la città, e costrinsero le prime classi della società all'impotenza d'azione. Artigas allora, meno la ferocia e più il coraggio, fu quello che è Rosas al presente.
La sua dittatura, per quanto fosse una calamità, fu però brillante e nazionale. Ne son prova le sue vittorie contro quei di Buenos-Ayres, che ei vinse in ogni attacco, e la resistenza ch'ei durò ostinatissima all'armata portoghese che nel 1815 invase il paese.
Pretesto a tale invasione furono il disordinato reggimento d'Artigas e la necessità di salvare i popoli vicini dal pericolo di questo contagio. Le classi illuminate, desiderose di porre un freno all'anarchia, affrettavano coi voti una vittoria che sostituisse la dominazione portoghese ad un potere che strascinava seco la licenza e la brutale tirannia della forza materiale. A questo doppio nemico Artigas contese il terreno per ben quattr'anni. Vinto alfine, dopo quattro battaglie in campo aperto o piuttosto battuto alla spicciolata, si ritirò nell'Entre-Rios, dall'altra parte dell'Uruguay; ove, quantunque fuggitivo, serbavasi grande la potenza del suo nome. Se non che Ramirez, suo luogotenente, tratti a rivolta tre quarti de' suoi fedeli, movendogli contro, gli tolse ogni speranza di riscossa e lo costrinse a sortir dal paese, in cui, nuovo Anteo, parea riprendesse vigore toccando la terra.
Allora Artigas disparve, pari ad un turbine che dopo aver seminato di rovine e desolazioni il suo passaggio si scioglie e svapora; e si ritirò nel Paraguay, ove, or son due anni, lo vide un nostro amico, nell'età di 93 a 94 anni, nel pieno esercizio di quasi tutte le sue forze e delle sue facoltà intellettuali.
Dopo la sua caduta, la dominazione portoghese vi gettò ferme radici sino al 1825, epoca in cui Montevideo e tutti i possedimenti portoghesi in America, passarono al Brasile.
Occupata dunque Montevideo da una forza di 8,000 uomini ne parea rassodato il possesso all'imperatore, quando un Orientale (egli è di questo nome che noi chiamiamo gli uomini di Montevideo), che proscritto, avea stanza in Buenos-Ayres, raccolti trentadue suoi compagni nell'esilio, giurava con essi affrancare la patria o morire. Preso il mare su due piccoli schifi, questo pugno d'audaci prendeva terra all'Arenal-Grande.
Il loro capo Don Juan Antonio Lavelleja, già stretto di segrete intelligenze con un proprietario del paese, mandava a chiederlo dei cavalli all'impresa, secondo il convenuto. Costui rispondeva: ogni cosa essere scoperta, i cavalli derubati, unica via di salute a Lavalleja e consorti mettersi al mare e riafferrar Buenos-Ayres. Ma egli fermo nel suo nobil concetto, rimandati i battellieri, prendea possesso co' suoi compagni il 19 aprile delle terre di Montevideo in nome della libertà.
Al domani la piccola truppa, fatta una requisizione di cavalli, cui aveano acceduto i proprietari, marciava alla volta della capitale, quando venne incontrata da duecento cavalieri, quaranta dei quali erano Brasiliani, gli altri Orientali. Lavalleja, comechè avesse modo di evitare lo scontro, si fa loro innanzi, ma prima di venire alle mani, richiese d'un abboccamento il comandante Giuliano Laguna suo antico fratello d'armi.