Nello stesso tempo, e colla rapidità del lampo, lo sconosciuto cavò fuori la sua.
— In nome del cielo! milord, gridò la sig. Bonacieux gettandosi in mezzo ai combattenti e prendendo le spade a piene mani.
— Milord! gridò d'Artagnan illuminato da una subitanea idea; milord! perdono, signore, ma sapeva io forse che voi eravate...? milord, signora, perdono, cento volte perdono; ma io l'amava, milord, io era geloso; voi sapete che cosa è amare, milord; perdonatemi, e ditemi come posso farmi ammazzare per la vostra grazia.
— Voi siete un bravo giovane, disse Buckingham stendendo la mano a d'Artagnan che questi strinse rispettosamente; voi mi offrile i vostri servigi, io gli accetto; seguiteci a venti passi di distanza fino al Louvre e se qualcuno ci spia, uccidetelo!
D'Artagnan mise la sua spada sotto il braccio, lasciò prendere alla sig. Bonacieux e al duca il vantaggio di venti passi, e li seguì, pronto ad eseguire alla lettera le istruzioni del nobile ed elegante ministro di Carlo I.
Ma fortunatamente il giovane di scorta non ebbe alcuna occasione di dare al duca questa pruova della sua devozione, e la giovine sposa e il moschettiere entrarono al Louvre, per la porta secreta, senza essere inquietati da alcuno.
In quanto a d'Artagnan egli si portò subito all'osteria della Pigna, ove trovò subito Porthos e Aramis che lo aspettavano.
Ma, senza dar loro spiegazione sull'incomodo che loro aveva cagionato, disse che aveva terminato il suo affare pel quale egli aveva un istante creduto di aver bisogno del loro intervento.
E ora, trasportati come noi siamo dal nostro racconto, lasciamo i nostri tre amici ritornare ognuno alle proprie abitazioni, e seguiamo nei laberinti del Louvre il duca di Buckingham e la sua guida.