Anna fece due passi in avanti: Buckingham si precipitò ai suoi ginocchi, e primachè la regina avesse potuto impedirlo, le baciò l'estremità della sua veste.

— Duca, voi sapete di già che non sono stata io che vi ho fatto qui venire.

— Oh! sì, signora, sì, Vostra Maestà, gridò il duca; io so che sono stato un pazzo, un insensato a credere che la neve potesse riscaldarsi, che il marmo potesse animarsi; ma che volete! quando si ama, si crede facilmente all'amore, d'altronde io non ho perduto tutto in questo viaggio poichè vi vedo.

— Sì, rispose Anna, ma voi sapete perchè e come io vi vedo, milord. Io vi vedo per pietà di voi stesso, io vi vedo perchè, insensibile voi a tutte le mie pene, vi siete ostinato a rimanere in una città ove, rimanendo, correte rischio della vita, e a me fate correr rischio del mio onore; io vi vedo per dirvi che tutto ci separa, la profondità del mare, l'inimicizia dei regni, la santità dei giuramenti. Il lottare contro tante cose è un sacrilegio, milord. Io vi vedo infine per dirvi che è indispensabile che noi non ci vediamo più.

— Parlate, signora, parlate regina, disse Buckingham, la dolcezza della vostra voce cuopre la durezza delle vostre parole.

— Milord, disse la regina, voi non potete rimproverare il mio modo di parlarvi; voi dimenticate che io non vi ho mai detto che vi amava.

— Ma voi non mi avete neppur detto mai che non mi amavate, e veramente il dirmi simili parole, sarebbe stato per parte di Vostra Maestà, una troppo grande ingratitudine. Poichè, ditemi, ove troverete un amore eguale al mio, un amore che nè il tempo nè la lontananza nè la disperazione possono estinguere, un amore che si contenta di un nastro perduto, di uno sguardo smarrito, di una parola sfuggita? Sono tre anni, signora, che vi ho veduta per la prima volta, e dopo tre anni io vi amo egualmente. Volete voi che io vi dica come eravate vestita la prima volta che vi vidi? volete voi che io vi dettagli tutti gli ornamenti della vostra toeletta? Ascoltate; io vi vedo ancora: voi eravate seduta sopra un dado, alla moda di Spagna, avevate una stoffa di seta verde broccata d'oro e d'argento, colle maniche pendenti e riannodate sulle belle vostre braccia, su quelle braccia ammirabili, con grossi diamanti; voi avevate un collare increspato e chiuso, un piccolo bonetto sulla vostra testa, del colore della vostra veste, e sopra questo bonetto una piuma d'airone. Oh sentite, sentite, io chiudo gli occhi e vi vedo tale quale eravate allora; io li riapro e vi vedo tale quale siete adesso, vale a dire cento volte più bella ancora!

— Quali follie! mormorò Anna, che non aveva il coraggio di irritarsi col duca per avere così bene conservato il suo ritratto nel di lui cuore; quale follia di nutrire una passione inutile con simili rimembranze.

— E con che volete voi dunque che io viva? Io non ho che delle rimembranze. Queste sono la mia felicità, il mio tesoro, la mia speranza. Ciascheduna volta che vi vedo, è un diamante di più che io racchiudo nello scrigno del mio cuore. Questo è il quarto che voi lasciate cadere e che io raccolgo. Poichè in tre anni, signora, non vi ho veduta che quattro volte; questa prima che vi diceva, la seconda in casa della sig. Chevreuse, la terza nei giardini d'Amiens...

— Duca, disse la regina arrossendo, non parlate di quella serata.