— Oh! parliamone, al contrario, signora, parliamone: è la serata felice e raggiante della mia vita. Vi ricordate voi la bella notte che faceva? come l'aria era dolce e profumata? come il cielo era azzurro e smaltato di stelle? ah! quella volta, signora, potei rimanere un istante con voi; quella volta eravate disposta a dirmi tutto, l'isolamento della vostra vita, le afflizioni del vostro cuore. Voi eravate appoggiata al mio braccio; guardate, a questo qui. Abbassando la mia testa dalla vostra parte, io sentiva i vostri bei capelli sfiorare il mio viso, ed ogni volta che essi lo sfioravano, io rabbrividiva dalla testa ai piedi. Oh! regina! oh! voi non sapete tutto ciò che vi ha di felicità e di gioia racchiuso in un simile supremo momento! I miei beni, la mia fortuna, la mia gloria, tutti i giorni che mi restano a vivere io li darei per un simile istante, per una simile notte; poichè quella notte, signora, quella notte voi mi amavate, io ve lo giuro.
— Milord, è possibile, sì, che l'influenza del luogo, che le attrattive di quella bella sera, che l'affascinazione del vostro sguardo, che quelle mille circostanze, in fine, che qualche volta si riuniscono per perdere una donna, si sieno raggruppate intorno a me in quella sera fatale; ma voi lo avete veduto, milord, la regina è venuta in soccorso della donna indebolita; alla prima parola che voi avete osato di dire, alla prima arditezza alla quale io ho dovuto rispondere, io ho chiamato.
— Oh! sì, sì, è vero, e un altro amore fuori del mio si sarebbe infranto e questa pruova; ma il mio amore ne è sortito più ardente e più eterno. Voi avete creduto di fuggirmi ritornando a Parigi, voi avete creduto che io non oserei lasciare il tesoro che dal mio sire sono stato incaricato di custodire. Ah! che importano a me tutti i tesori del mondo, e tutti i re della terra! otto giorni dopo io era di ritorno, o signora. Quella volta voi non avevate niente a dirmi: io aveva arrischiato il mio favore, la mia vita per vedervi un secondo, io non ho neppure toccata la vostra mano, e voi mi avete perdonato vedendomi così sottomesso e così pentito.
— Sì, ma la calunnia si è impadronita di tutte queste follie, nelle quali io non aveva parte, voi lo sapete bene, milord. Il re, eccitato dal ministro, ha fatto un rumore terribile; la signora di Vernet fu scacciata; Putange fu esiliato; la signora Chevreuse cadde in disfavore; e allorchè voi avete voluto ritornare come ambasciadore in Francia, il re stesso, sovvenitevene milord, il re stesso si è opposto.
— Sì, e la Francia pagherà con una guerra il rifiuto del suo re. Io non posso più vedervi, signora? ebbene! io voglio che ciascun giorno voi sentiate a parlare di me. Che scopo credete voi che abbia avuta questa spedizione e questa lega coi protestanti della Rochelle che io progetto? il piacere di vedervi. Io non ho la speranza di penetrare a mano armata fino a Parigi, lo so bene, ma questa guerra potrà fruttare una pace; a questa pace necessiterà un negoziatore; questo negoziatore sarò io. Non si oserà più di rifiutarmi allora, e io ritornerò a Parigi, e vi rivedrò, e sarò felice un istante. Migliaia d'uomini, è vero, avranno pagato la mia felicità colla loro vita, ma che importa a me purchè vi riveda? tutto questo è forse da insensato; ma, ditemi qual donna ha avuto un amante più innamorato? qual regina ha avuto un servitore più ardente?
— Milord, milord! voi invocate a vostra difesa cose che ancor più vi accusano; milord tutte queste prove d'amore, che volete darmi, sono altrettanti delitti.
— Perchè voi non mi amate, signora; se voi mi amaste, vedreste tutto ciò bene altrimenti; sarebbe per me troppo grande felicità, e io ne diventerei pazzo. Ah! la signora de Chevreuse è stata meno crudele di voi. Halland l'amò, ed ella corrispose al suo amore.
— La signora de Chevreuse non era regina, mormorò Anna, vinta a suo malgrado dall'espressione di un amore così profondo.
— Voi mi amereste dunque se non la foste, signora? dite, voi mi amereste dunque? posso dunque credere che è la dignità sola del vostro rango che vi fa crudele verso di me? posso adunque credere che se voi foste stata la sig. de Chevreuse, il povero Buckingham avrebbe potuto sperare? grazie di queste dolci parole, oh! mia bella Maestà, cento volte grazie!
— Ah! milord, voi avete inteso male, male interpretato, io non ho voluto dire...