— Voi giungete a proposito, signore, disse il re, che, allorquando le passioni erano giunte ad un certo punto, non sapeva più dissimulare, ed io ne sento delle belle sul conto dei vostri moschettieri.
— Ed io, disse freddamente il sig. de Tréville, io ne ho delle belle da far sentire a Vostra Maestà sul conto delle sue genti di toga.
— Come sarebbe a dire? disse il re con alterezza.
— Io ho l'onore di far sapere a Vostra Maestà, continuò de Tréville sul medesimo tuono, che un partito di procuratori, di commessarii e di agenti di polizia, gente molto stimabile, ma molto accanita, a quanto sembra contro l'uniforme, si è permesso di arrestare in una casa, di trascinare in piena strada, e di gettare nel Forte il Vescovo, e tutto ciò dietro un ordine che si è ricusato di farmi vedere, uno dei miei moschettieri o piuttosto dei vostri, di una condotta irreprovevole, di una riputazione quasi illustre, che Vostra Maestà conosce favorevolmente, il sig. Athos.
— Athos, disse il re macchinalmente; sì, di fatti, io conosco questo nome.
— Che Vostra Maestà se lo ricordi, disse il sig. de Tréville; il sig. Athos è quel moschettiere che, nel dispiacente duello che voi sapete, ha avuto la disgrazia di ferire gravemente il sig. de Cahussac. A proposito, Eccellenza, continuò de Tréville indirizzandosi al ministro, il sig. de Cahussac è ristabilito del tutto, non è vero?
— Grazie! disse il ministro mordendosi le labbra per collera.
— Il signor Athos era adunque andato a fare una visita a uno dei suoi amici in allora assente, continuò il sig. de Tréville, ad un giovane bearnese, cadetto nelle guardie di Vostra Maestà, compagnia des Essarts; ma appena egli fu entrato, e prendeva un libro per aspettare il suo amico; una nube di sbirri e di soldati mischiati assieme venne a fare l'assedio della casa, sfondò diverse porte.
Il ministro fece al re un segno, che voleva dire:
— È per l'affare di cui vi ho parlato.