— Noi sappiamo; tutto, replicò il re, perchè tutto questo fu fatto per il nostro servizio.
— Allora, disse da Tréville, fu pure pel servizio di Vostra Maestà che si afferrò uno dei miei moschettieri innocente, che si pose questo fra due guardie come un malfattore, e che si condusse in mezzo ad un popolaccio insolente questo galantuomo, che ha sparso dieci volte il sangue per servizio di Vostra Maestà e che è pronto a spargerlo di nuovo.
— Bah! disse il re corrucciato, le cose dunque sono avvenute così?
— Il sig. de Tréville non dice, riprese il ministro con flemma, che questo moschettiere innocente, che questo galantuomo, era venuto un'ora avanti a percuotere a colpi di spada quattro commessarii istruttori, delegati da me per istituire un processo della più alta importanza.
— Io sfido Vostra Eccellenza a provarlo, gridò il sig. de Tréville colla sua freddezza tutta guascona e colla sua rozzezza militare; poichè, un'ora prima il sig. Athos, che io lo confiderò a Vostra Maestà, è un uomo delle più alte qualità, mi faceva l'onore, dopo aver pranzato meco, di parlare nel salotto del mio palazzo col sig. duca della Trémouille e col sig. conte de Chalus che vi si trovavano.
Il re guardò il ministro.
— Fu fatto un processo verbale, disse il ministro rispondendo ad alta voce alla muta interrogazione di Sua Maestà, e le genti maltrattate hanno redatto il seguente, che io ho l'onore di presentare a Vostra Maestà!
— Un processo verbale delle persone di toga, rispose fieramente de Tréville, val forse la parola d'onore di un uomo di spada?
— Andiamo, andiamo; de Tréville, tacete, disse il re.
— Se Sua Eccellenza ha qualche sospetto contro uno dei miei moschettieri, disse de Tréville, la giustizia del ministro è abbastanza conosciuta perchè abbia io stesso a domandare un processo.