— Nella casa in cui fu fatta questa discesa della giustizia, continuò il ministro impassibile, alloggia, io credo, un Bearnese amico del moschettiere.
— Vostra Eccellenza vuol parlare del sig. d'Artagnan.
— Io voglio parlare di un giovane che voi proteggete, sig. de Tréville.
— Sì, Eccellenza, è lo stesso.
— Non sospettate voi che questo giovane abbia dato dei cattivi consigli?...
— Al sig. Athos, a un uomo che ha il doppio della sua età? interruppe il sig. de Tréville; no, Eccellenza. D'altronde il sig. d'Artagnan ha passato la sera in casa mia.
— E che! disse il ministro, hanno dunque tutti passata la sera in casa vostra?
— Sua Eccellenza dubiterebbe forse della mia parola, disse de Tréville, col rossore della collera salito alla fronte.
— No, e Dio me ne guardi, disse il ministro; ma soltanto a che ora era egli da voi?
— Oh! questo poi posso dirlo scientemente all'Eccellenza Vostra, perchè quando entrò io osservai l'orologio a pendolo che segnava nove ore e mezza, quantunque io credessi che fosse più tardi.