— Egli farà come dice, riprese Porthos, egli lo farà o presto o tardi.

— Presto, disse Aramis.

— Egli non aspetta che una cosa per decidersi del tatto, e per riprendere la sua sottana che è appesa dietro il suo uniforme, riprese il moschettiere.

— E che cosa aspetta? domandò un altro.

— Egli aspetta che la regina abbia dato un erede alla corona di Francia.

— Non scherziamo su questo argomento, signori, disse Porthos, grazie a Dio la regina è ancora in età da poterlo dare.

— Si dice che il signor di Buckingham sia in Francia, riprese Aramis con un sorriso beffardo che dava a questa frase, così semplice in apparenza, un significato sufficientemente scandaloso.

— Aramis, amico mio, per questa volta voi avete torto, interruppe Porthos, e la vostra smania di dire cose spiritose vi trascina sempre al di là dei limiti; se il signor de Tréville, vi sentisse, voi vi trovereste male di aver parlato così.

— Volete voi darmi una lezione, Porthos? gridò Aramis, nell'occhio dolce del quale si vide passare un baleno.

— Mio caro, siate moschettiere o abbate; siate o l'uno o l'altro, ma non l'uno e l'altro, riprese Porthos. Athos ve lo ha detto ancora l'altro giorno, voi mangiate a tutte le rastelliere. Ah! non c'inquietiamo, io ve ne prego; ciò sarebbe inutile: voi sapete bene che questo è convenuto fra voi, Athos e me. Voi andate dalla signora d'Aiguillon, e le fate la vostra corte; voi andate in casa della signora di Bois-Tracy, la cugina della signora de Chevreuse, e passate per essere grandemente nelle buone grazie della dama. Oh! mio Dio, non confessate la vostra fortuna, non vi si chiede il vostro secreto. Si conosce la vostra discrezione. Ma poichè possedete questa virtù, che diavolo! fatene uso sul conto di Sua Maestà. Si occupi chi vorrà del re e del ministro; ma la regina è sacra, e se qualcuno ne parla, che ciò sia in bene.