— Ecco un'altra proposizione che mi piace, disse Athos, facendo un grazioso segno di testa a d'Artagnan, questa non è da uomo senza cervello, è un colpo sicuro di un uomo di coraggio. Signore, io amo la gente della vostra tempra, e io credo che se noi non ci ammazziamo l'uno con l'altro, ritroverò più tardi un vero piacere nella vostra conversazione. Aspettiamo questi signori, io vi prego, io ho tutto il tempo, e ciò sarà più in regola. Ah! eccone qui uno, io credo.

Infatti all'estremità della strada Faugirard cominciava a comparire il gigantesco Porthos.

— Che! gridò d'Artagnan, il vostro primo testimonio è il sig. Porthos?

— Si; vi dispiacerebbe forse?

— No, menomamente.

— Ecco il secondo.

D'Artagnan si voltò dalla parte indicata da Athos, e riconobbe Aramis.

— Che! gridò egli con un accento ora più maraviglioso della prima volta, il vostro secondo testimonio è il sig. Aramis?

— Senza dubbio, non sapete voi che giammai ci si vede l'uno senza l'altro, e che ci chiamano nei moschettieri, nelle guardie, alla corte e in città, Athos, e Porthos, e Aramis, o i tre inseparabili? dopo ciò, siccome voi giungete da Dax o da Pau...

— Da Tarbes, disse d'Artagnan.