D'Artagnan aveva la sua spada, e mise alla sua cintura un paio di pistole; quindi entrambi inforcarono un cavallo e partirono senza far rumore. Era una notte oscura, e nessuno li vide sortire. Planchet si mise dietro al suo padrone e camminava alla distanza di dieci passi.
D'Artagnan traversò il fiume, sortì dalla porta della conferenza, e seguì il grazioso sentiero, molto più bello allora che in oggi, e che conduce a Saint-Cloud.
Fino a tanto che furono in città, Planchet conservò rispettosamente la distanza che si era imposta, ma quando il sentiero cominciò a divenir più deserto e più oscuro, egli si avvicinò dolcemente, tanto bene, che allorquando entrarono nel bosco di Boulogne, si ritrovò naturalmente a camminare di fianco al suo padrone. Di fatto noi non dobbiamo dissimulare che l'oscillazione dei grandi alberi e il riflesso della luna sui tigli, gli cagionavano una viva inquietudine. D'Artagnan si accorse che accadeva qualche cosa di straordinaria nel suo lacchè.
— Ebbene! sig. Planchet, gli domandò, che cosa abbiamo di nuovo?
— Non ritrovate voi, signore, che i boschi sono come le chiese?
— Perchè, Planchet?
— Perchè in questi non si osa parlare ad alta voce come in quelle.
— E perchè non osi tu parlare ad alta voce, Planchet? perchè hai paura.
— Paura di esser inteso? sì, signore.
— Di essere inteso! ma pure la nostra conversazione è morale, mio caro Planchet, e nessuno potrebbe ritrovarvi che dire.