— Ah! signore, riprese Planchet ritornando alla sua idea primitiva, il sig. Bonacieux ha pur qualche cosa di sinistro nel suo sopracciglio, e di disgustoso nel movimento delle sue labbra!

— Che diavolo ti fa pensare a Bonacieux?

— Signore, si pensa a ciò che si può, e non a ciò che si vuole.

— Perchè tu sei un poltrone, Planchet.

— Signore, non confondiamo la prudenza con la poltroneria; la prudenza è una virtù.

— Tu sei virtuoso, non è vero, Planchet?

— Signore, non è la canna di un moschetto quella che traluce laggiù, se noi abbassassimo la testa?...

— In verità, mormorò d'Artagnan, a cui ritornavano in mente le raccomandazioni del sig. de Tréville; in verità questo animale finirà col farmi paura.

E mise il suo cavallo al trotto.

Planchet seguì il movimento del suo padrone, come se fosse stata esattamente la sua ombra, e si ritrovò a trottare vicino a lui.