— È lui! gridò d'Artagnan; sempre lui! sempre lui! è il mio demonio, a quanto pare. E l'altro?
— Quale?
— Il piccolo.
— Oh! quello non è un signore; ve ne garantisco; d'altronde egli non portava la spada, e gli altri lo trattavano senza alcuna considerazione.
— Qualche lacchè, mormorò d'Artagnan. Ah! povera donna! chi sa che cosa ne hanno fatto!
— Voi mi avete promesso il secreto, disse il vecchio.
— E vi rinnovo la mia promessa; siate tranquillo, io sono un gentiluomo. Un gentiluomo non ha che la sua parola, ed io vi do la mia.
D'Artagnan, coll'animo spossato, riprese il cammino della barca. A momenti egli non poteva credere che fosse la signora Bonacieux, e sperava di rivederla all'indomani al Louvre; a momenti credeva che avesse avuto un intrigo con qualcun altro, e che un geloso l'avesse fatta sorprendere e rapire. Egli fluttuava, si desolava, si disperava.
— Oh! se avessi qui i miei amici! gridava egli, almeno avrei qualche speranza di ritrovarla; ma chi sa che cosa è avvenuto di loro stessi.
Era circa mezzanotte; trattavasi di Planchet. D'Artagnan si fece aprire successivamente tutte le bettole nelle quali scoprì un poco di luce; in nessuna di esse ritrovò Planchet.