«Ad un tratto altissime grida si fecero sentire nel padiglione, una donna accorse alla finestra e l'aprì come per precipitarvisi. Ma subito che vide i due uomini, ella si gettò indietro: i due uomini si slanciarono dopo di lei nella camera.

Allora io non vidi più niente, ma intesi il rumore dei mobili che si rompevano. La donna gridava e chiamava soccorso. Ma ben presto queste grida furono soffocate. Gli uomini si riavvicinarono alla finestra, trasportando la donna fra le loro braccia; due discesero dalla scala e la riportarono in carrozza, in cui dopo lei entrò il vecchio. Quello che era rimasto nel padiglione richiuse l'invetriata un istante, dopo sortì dalla porta, e andò ad assicurarsi che la donna era realmente in carrozza; i suoi due compagni lo aspettavano di già a cavallo, egli pure saltò sul suo; il lacchè prese il suo posto al lato del cocchiere; la carrozza partì al gran galoppo scortata dai tre cavalieri, e tutto fu finito. Da quel momento non ho più veduto, non ho più inteso niente.»

D'Artagnan oppresso da una così terribile notizia, restò immobile e muto nel mentre che tutti i demonii della collera e della gelosia urlavano nel suo cuore.

— Ma, mio gentiluomo, riprese il vecchio, sul quale questa muta disperazione produceva certo maggiore effetto che non avrebbero fatto le grida e le lagrime; su via, non vi desolate; essi non ve l'hanno uccisa; ecco l'essenziale.

— Sapete voi, presso a poco, disse d'Artagnan, che uomo è quello che ha condotta questa infame spedizione?

— Io non lo conosco.

— Ma poichè gli avete parlato, lo avete potuto vedere.

— Ah! sono i suoi connotati quelli che mi chiedete?

— Sì.

— Un uomo grande, secco, bruno, baffi neri, occhio nero, e l'aspetto da gentiluomo.