— Erano circa nove ore, aveva inteso qualche rumore sulla strada e desiderava sapere ciò che poteva essere, allorchè nell'avvicinarmi alla mia porta, m'accorsi che v'era chi cercava d'entrare. Siccome son povero, e non ho paura di essere derubato, andai ad aprire, e vidi tre uomini a poca distanza. Fra l'ombra vidi una carrozza con cavalli attaccati e cavalli tenuti a mano. Questi cavalli tenuti a mano erano evidentemente quelli dei tre uomini ch'erano vestiti da cavalieri.
« — Miei buoni signori, gridai, che cosa domandate?
« — Tu devi avere una scala, mi disse quegli che sembrava il capo della scorta.
« — Sì, signore, quella con cui raccolgo le mie frutta.
« — Daccela, e rientra; ecco uno scudo per l'incomodo che ti procuriamo. Ricordati però soltanto, che se dici una parola di quello che or'ora vedrai, o sentirai (poichè sono persuaso che per quante minacce ti possiamo fare, tu vorrai vedere e ascoltare) tu sei perduto.
«A queste parole mi gettò uno scudo, che io raccolsi, ed egli prese la mia scala.
«Effettivamente dopo aver chiusa la porta della siepe dietro loro, feci sembiante di ritornare in casa, ma ne risortii subito dalla porta di dietro, mi strisciai fra l'oscurità, e giunsi fino a quel gruppo di cerri in mezzo del quale potei veder tutto senza esser veduto.
«I tre uomini fecero sortire un piccolo personaggio grosso, corto, coi capelli grigi, vestito meschinamente di un colore scuro che salì con precauzione per la scala guardò nascostamente nell'interno della camera, discese a passo di lupo, e mormorò a bassa voce:
«È lei!
«Tosto quello che mi aveva parlato s'avvicinò alla porta del padiglione, l'aprì con una chiave che aveva in saccoccia, richiuse la porta e disparve. Nello stesso tempo gli altri due uomini salirono per la scala. Il piccolo vecchio rimaneva presso la carrozza, un cocchiere tratteneva i cavalli della carrozza, un lacchè custodiva quelli da sella.