Deciso di mettere in pratica i consigli del sig. de Tréville, d'Artagnan s'incamminò verso la strada dei Fossoyeurs, affine di vegliare ai preparativi del suo viaggio. Avvicinandosi al n. 11, riconobbe il sig. Bonacieux in abito da mattina, in piedi sul limitare della sua porta. Tutto ciò che gli aveva detto il giorno innanzi Planchet sul carattere sinistro del ospite, ritornò allora al pensiero di d'Artagnan, che lo guardò più attentamente che aveva fatto fino allora. Infatti, oltre quel pallore giallastro e malaticcio, che indica l'infiltrazione della bile nel sangue, e che d'altronde poteva essere solamente accidentale, d'Artagnan rimarcò qualche cosa di perfida ribalderia nell'attitudine delle rughe del suo viso. Un birbante non ride nello stesso modo che un galantuomo, un ipocrita non piange nello stesso modo che un uomo di buona fede. Ogni falsità è una maschera, e per quanto questa maschera sia ben fatta, si giunge sempre, con un poco d'attenzione, a distinguerla da un vero viso.

Sembrò adunque a d'Artagnan che il signor Bonacieux portasse una maschera, e che di più questa maschera fosse delle più disaggradevoli a vedersi.

Egli stava adunque, vinto dalla sua riputazione per questo uomo, per passare davanti a lui senza parlargli, quando come aveva fatto il giorno innanzi, il sig. Bonacieux lo interpellò.

— Ebbene, giovinotto, gli disse, mi sembra che noi facciamo delle grasse nottate? sette ore del mattino, peste! Sembra che voi rivoltiate tutte le abitudini comuni, mentre rientrate all'ora che gli altri sortono.

— Non vi si potrà fare lo stesso rimprovero, mastro Bonacieux, disse il giovine, che voi siete il modello delle persone regolate. È vero che quando si possiede una giovane e bella sposa non si ha bisogno di correr dietro alla fortuna: è la fortuna che viene a trovare, non è vero sig. Bonacieux?

Bonacieux divenne pallido come un cadavere, facendo uno sconcio sorriso.

— Ah! ah! disse Bonacieux, voi siete uno scherzoso compagno. Ma dove diavolo siete stato a correre questa notte, mio giovane padrone? sembra che non faccia buono nelle strade traverse.

D'Artagnan abbassò i suoi occhi verso gli stivali tutti ricoperti di fango; ma con lo stesso movimento portò i suoi sguardi sulle scarpe e sulle calze del merciaio: si sarebbe detto che le avesse immerse nello stesso fango, gli uni e le altre erano macchiate di lordure assolutamente eguali.

Allora un'idea subitanea traversò lo spirito di d'Artagnan. Quel piccolo uomo grosso, corto, grigiastro, quella specie di lacchè, vestito con abito scuro, trattato senza riguardi dagli uomini d'arme che componevano la scorta, era lo stesso Bonacieux. Il marito aveva presieduto al rapimento di sua moglie.

Venne allora a d'Artagnan una volontà terribile di saltare alla gola del merciaio, e di strangolarlo; ma noi lo abbiamo detto, egli era un giovane molto prudente, e perciò si contenne. Però la rivoluzione che si era fatta nel suo viso, era stata così visibile, che Bonacieux ne fu spaventato, e tentò di dare addietro un passo; ma egli trovavasi precisamente davanti al battente della porta, che era chiusa, e l'ostacolo materiale che incontrò lo sforzò di trattenersi allo stesso posto.