— E perchè?

— Diamine! signore, perchè si era vantato di perforare quello straniero con cui lo avevate lasciato in disputa, e questo straniero all'incontro, ad onta di tutte le sue rodomontate, l'ha steso sul suolo. Ora siccome il signor Porthos è un uomo molto glorioso, eccetto verso la sua duchessa, che aveva creduto di interessarla facendole il racconto della sua avventura, non vuol confessare ad alcuno di aver ricevuto un colpo di spada.

— Per tal modo, è dunque un colpo dì spada che lo trattiene in letto?

— È un colpo da maestro ancora, ve lo assicuro. Bisogna dire che il vostro amico abbia l'anima invecchiata in corpo.

— Voi dunque eravate presente.

— Signore, io li aveva seguiti per curiosità, di modo che ho veduto il combattimento senza che i combattenti abbiano veduto me.

— E come è andata dunque?

— Oh! l'affare non è stato lungo, ve lo garantisco. Si sono messi in guardia, lo straniero ha fatto una finta ed è andato a fondo, e tutto ciò con tale rapidità, che quando il signor Porthos è corso alla parata, aveva già tre pollici di ferro nel petto. Egli è caduto indietro. Lo straniero gli ha messo la punta della spada alla gola, ed il signor Porthos, vedendosi alla discrezione del suo avversario, si è confessato vinto. Dietro a ciò lo straniero gli ha chiesto il suo nome, e sentendo che si chiamava Porthos e non d'Artagnan, gli ha offerto il suo braccio, lo ha ricondotto all'albergo, è montato a cavallo ed è scomparso.

— Così, era il signor d'Artagnan che voleva questo straniero?

— Sembra di sì.