— Una lettera che era stata diretta a casa vostra nella vostra assenza, e che mi fu consegnata per rimettervela.

— Ma di chi è questa lettera?

— Ah! di qualche cameriera, di qualche crestaia in disperazione: forse della cameriera della sig. de Chevreuse, che sarà stata obbligata di ritornare a Tours colla sua padrona, e che per farsi sentimentale, avrà presa una carta profumata e avrà sigillata la sua lettera con la corona della duchessa.

— Che dite voi dunque?

— Osservate... l'avrei io perduta!... disse d'improvviso il giovane; fingendo di cercare. Fortunatamente che il mondo è un sepolcro, che gli uomini, e per conseguenza anche le donne, sono ombre, che l'amore è un sentimento cui avete dato fine.

— Ah! d'Artagnan! gridò Aramis, tu mi fai morire.

— Eccola finalmente, disse d'Artagnan.

E cavò la lettera di saccoccia.

Aramis fece uno sbalzo, afferrò la lettera, la lesse o per dir meglio la divorò, il suo viso divenne raggiante.

— Sembra che la cameriera abbia un bello stile, disse con non curanza il messaggero.