— Signore, disse la giovane sposa, io sapeva che eravate un imbecille, ma non sapeva che voi foste un infame.

— Signora, disse Bonacieux che non aveva veduto mai in collera sua moglie, che indietrava davanti all'ira coniugale; signora, che cosa dite?

— Io dico, che voi siete un miserabile! continuò la signora Bonacieux, vedendo che ella riprendeva il sopravvento su suo marito. Ah! voi v'intrigate di politica ministeriale ancora! Ah! voi vi vendete anima e corpo al demonio pel denaro!

— No, ma al ministro.

— Che è la stessa cosa! gridò la giovane sposa; chi dice Richelieu, dice Satanasso!

— Tacete, signora, tacete, potreste essere intesa.

— Sì, voi avete ragione, e io sarei vergognosa per voi della vostra vigliaccheria!

— Ma che cosa esigete voi dunque da me? vediamo.

— Io ve l'ho detto: che partiate sull'istante, signore; che compiate lealmente la commissione di cui mi degno di incaricarvi: e a questa condizione io dimentico tutto, io perdono tutto; vi è di più (ella gli stese la mano) io vi rendo la mia amicizia.

Bonacieux era poltrone ed avaro, ma egli amava sua moglie; ne fu intenerito. Un uomo di cinquant'anni non tiene lungamente la collera con una moglie di ventitre. La sig. Bonacieux s'accorse che egli esitava.