— Andiamo, siete voi deciso? diss'ella.
— Ma, mia cara amica, riflettete dunque un poco a ciò che esigete da me; Londra è lontana da Parigi, molto lontana, e la commissione di cui voi mi incaricate, non è forse priva di pericoli.
— Che importa? voi li saprete evitare.
— Sentite, signora Bonacieux, disse il merciaio, sentite, decisamente io rifiuto: gl'intrighi mi fanno paura, io ho veduto la Bastiglia. Byrron! la Bastiglia è spaventosa! al solo pensarvi mi viene la pelle d'oca. Sono stato minacciato della tortura. Sapete voi che cosa è la tortura? sono cunei di legno che vi vengono piantati fra le gambe fino a che si spezzano le ossa? no, decisamente, io non andrò. Eh! per bacco! e chè non vi andate voi stessa! poichè in verità io credo di essermi fin qui sbagliato sul conto vostro: io credo che voi siate un uomo, ed anche dei più arrabbiati!
— E voi siete una donna, una miserabile donna, stupida e imbestialita. Eh! voi avete paura, ebbene! se voi non partite sull'istante medesimo, per ordine della regina, vi farò mettere in quella Bastiglia che voi tanto temete.
Bonacieux cadde in una profonda riflessione; pesò maturamente le due collere nel suo cervello, quella del ministro e quella della regina; quel del ministro la superò enormemente?
— Fatemi arrestare per ordine della regina, disse egli; ed io porterò i miei reclami a Sua Eccellenza.
Sul momento, la sig. Bonacieux vide che ella aveva corso troppo, e fu spaventata di essersi tanto avanzata. Ella contemplò un istante con terrore quella figura stupida per una risoluzione invincibile, come quella degli stolti che hanno paura.
— Ebbene! sia! diss'ella. Forse in fin del conto avete ragione; un uomo ne sa molto più di una donna in politica, e voi particolarmente, sig. Bonacieux, che avete parlato col ministro. E frattanto è cosa ben dura aggiunse ella, che mio marito, ch'è l'uomo sulla di cui affezione io credeva di poter contare, mi tratti così aspramente: e non voglia soddisfare ad un mio capriccio.
— Egli è che i vostri capricci possono condurre molto avanti, riprese Bonacieux trionfante, e io non me ne fido.