— Sei ore.
— A proposito, voi avete pure probabilmente uno o due amici?
— Io ne ho tre, che saranno molto onorati di giuocare la stessa partita che giuocherò io.
— Tre, a meraviglia! come si combina bene, disse d'Artagnan, è precisamente il mio conto.
— Ora chi siete voi? domandò l'Inglese.
— Io sono il signor d'Artagnan, gentiluomo guascone, servo nelle guardie e sono nella compagnia del sig. des Essarts. E voi?
— Io sono lord de Winter, barone de Scheffield.
— Ebbene! io sono vostro servitore, signor barone, disse d'Artagnan, quantunque abbiate dei nomi molto difficili a ricordarsi.
E pungendo il suo cavallo, si mise al galoppo, e riprese la strada di Parigi.
Come aveva l'abitudine di fare in simili occasioni, d'Artagnan discese direttamente alla casa di Athos.