Quantunque il moschettiere, non dovesse giungere che ad un'ora, fin dal mezzogiorno la procuratrice teneva l'occhio alle vedette, e calcolava sul cuore, e fors'anche sullo stomaco del suo adoratore, per fargli anticipare il momento convenuto.
La signora Coquenard giunse dunque alla porta dell'appartamento quasi nello stesso momento in cui il suo convitato giungeva dalla porta della scala, la degna signora tolse Porthos da un grande imbarazzo: gli scrivani avevano l'occhio curioso, ed egli non sapendo troppo che dire a quest'organo ascendente e discendente, si teneva muto.
— È mio cugino! gridò la procuratrice; entrate dunque, entrate dunque, sig. Porthos.
Il nome di Porthos fece un tale effetto sui giovani di studio, che si misero tutti a ridere: ma Porthos si voltò, e tutti i visi rientrarono nella loro prima gravità.
Si giunse nel gabinetto del procuratore, dopo avere traversato l'anticamera ove stavano gli scrivani, e dopo avere traversato lo studio, ov'essi avrebbero dovuto essere. Quest'ultima era una specie di sala nera ammobigliata di scartafacci. Sortendo dallo studio, si lasciava la cucina a destra, e si entrava a sinistra nella sala di conversazione.
Tutte queste camere fra di loro obbligate non ispiravano alcuna buona idea a Porthos. Le parole doveano essere sentite da lungi per tutte queste porte aperte; quindi, nel passare, aveva dato un colpo d'occhio rapido ed investigatore nella cucina, e confessava a se stesso, a vergogna della sua procuratrice ed a proprio suo gran dispiacere che non vi aveva veduto quel fuoco, quell'anima, quel movimento che, all'istante di un buon pranzo, regnano ordinariamente in questo santuario della ghiottoneria.
Il procuratore era stato senza dubbio prevenuto di questa visita, poichè non manifestò alcuna sorpresa alla vista di Porthos, che si avanzò fino a lui con un'aria molto disinvolta, e lo salutò cortesemente.
— Noi siamo cugini, a quanto sembra, sig. Porthos? disse il procuratore sollevandosi colla forza delle sue braccia dal seggiolone di canna.
Il vecchio, avvolto in una gran veste nera ove si perdeva il suo corpo sottile, era risoluto e secco; i suoi piccoli occhi grigi brillavano come lucciole, e sembravano, colla sua bocca smorfiosa, la sola parte del suo viso in cui fosse rimasta vita. Disgraziatamente le gambe incominciavano a ricusare il servizio a tutta questa macchina ossea. Da cinque o sei mesi, che aveva cominciato a farsi sentire questo indebolimento, il degno procuratore era divenuto presso a poco lo schiavo di sua moglie.
Il cugino fu accettato con rassegnazione: ecco tutto. Il signore Coquenard, se avesse avuta la forza delle sue gambe, avrebbe declinata tutta la parentela col signor Porthos.