Questo soccorso, che era giunto a Porthos nel momento in cui era stato attaccato nelle sue speranze gastronomiche, inspirò al moschettiere molta riconoscenza per la sua procuratrice.
Ben presto suonò l'ora del pranzo. Si passò nella sala della tavola, sala grande e nera, che era situata dirimpetto alla cucina.
Gli scrivani, che, a quanto sembrava, avevano inteso nella casa dei profumi insoliti, erano di un'esattezza militare, e stavano colle loro sedie alla mano, pronti ad assidersi a tavola. Si vedevano già agitare le mascelle con disposizioni spaventose.
— Per bacco! pensò Porthos, gettando uno sguardo sui tre affamati, poichè il salta-fossi non era, come si può bene immaginare, ammesso agli onori della tavola magistrale, per bacco! nel posto di mio cugino, non conserverei simili ghiottoni. Si direbbe che sono naufragati, che non hanno mangiato da sei settimane.
Il signor Coquenard entrò spinto sul suo seggio a rotelle dalla signora Coquenard, alla quale Porthos, a sua volta, venne in soccorso per trascinare suo marito fin contro la tavola. Appena entrato egli agitò il naso e le mascelle come avevano fatto i suoi scrivani.
— Oh! oh! ecco un pranzo che invita!
— Che diavolo sente egli dunque di straordinario in questo pranzo? disse Porthos all'aspetto di un brodo pallido abbondante; ma perfettamente cieco, e sul quale nuotavano alcune rare croste come le isole nell'Arcipelago.
La signora Coquenard sorrise, e dietro un di lei cenno, tutti si assisero con premura.
Il signor Coquenard fu il primo ad essere servito, quindi Porthos, in seguito la signora Coquenard empì la sua scodella, e distribuì le croste senza brodo agli impazienti scrivani.
In questo momento la porta della sala da pranzo si aprì da se stessa cigolando, e Porthos, a traverso i battenti socchiusi, scoperse il salta-fossi, che non potendo prender parte al festino, mangiava il suo pane al doppio odore della cucina, e della sala da pranzo.