— Egli non entrerà prima che io sia partito, disse egli, e quando sarò partito, voi gli aprirete.
— Ma io pure dovrei esser partita. E se io son qui, come potrò giustificare la mancanza del danaro?
— Voi avete ragione, bisogna sortire.
— Sortire? in che modo? se noi sortiamo egli ci vedrà. Allora bisogna salire nelle mie stanze.
— Ah! gridò la sig. Bonacieux, voi mi dite ciò in un modo che mi fa paura.
La sig. Bonacieux pronunciò queste parole con una lacrima sugli occhi. D'Artagnan vide questa lacrima, e commosso, intenerito, si gettò alle sue ginocchia.
— Nelle mie stanze, diss'egli, voi sarete sicura come in un tempio, io ve ne do la mia parola di gentiluomo.
— Partiamo, diss'ella, io mi fido a voi, amico mio.
D'Artagnan ritirò con precauzione il catenaccio, e tutti e due, leggieri come due ombre, sguizzarono dalla porta interna del corridoio, salirono senza rumore la scala, ed entrarono nella camera di d'Artagnan.
Una volta in casa sua, il giovane per maggior sicurezza barricò la porta, quindi si avvicinarono alla finestra, e, da una fenditura dello sportello, videro il sig. Bonacieux che parlava con un uomo in mantello.