— È delle più pericolose, ve ne avverto!
— Va bene! ma poichè noi corriamo il rischio di farci uccidere, disse Porthos, vorrei almeno sapere per chi arrischiamo.
— Tu non ne saprai di più, disse Athos.
— Però, disse Aramis, io sono del parere di Porthos.
— Il re ha forse l'abitudine di rendervi dei conti? No; egli vi dice soltanto: «signori, si dovranno battere in Guascogna o nelle Fiandre; vadano a battersi.» E voi andate. Perchè? Voi non ci pensate neppure a domandarlo.
— D'Artagnan ha ragione, disse Athos; ecco i tre congedi che ci vengono mandati dal sig. de Tréville, ed ecco trecento doppie che ci vengono non so da chi. Andiamo a farci ammazzare là dove ci dicono d'andare. La vita valesse la pena di fare tante interrogazioni? D'Artagnan, io sono pronto a seguirvi.
— Ed io pure, disse Porthos.
— Ed io pure, disse Aramis. Tanto più che non sono mal contento di lasciare Parigi. Io ho bisogno di distrazione.
— Ebbene! voi avrete delle distrazioni, signori, siate tranquilli! disse d'Artagnan.
— Ed ora, quando partiamo noi? disse Athos.