Il duca camminava così rapidamente, che d'Artagnan appena lo poteva seguire. Egli traversò successivamente diversi saloni di una tale eleganza, che i più gran signori di Francia non ne avevano neppure un'idea, e giunse finalmente in una camera da dormire che era un miracolo di buon gusto ad un tempo e di ricchezza. Nell'alcova di questa camera, era una porta nascosta sotto la tappezzeria, che il duca aprì con una piccola chiave d'oro, che egli portava al collo, sospesa ad una catena dello stesso metallo. D'Artagnan per delicatezza era rimasto indietro, al momento in cui Buckingham oltrepassava il limitare di questa porta, egli si voltò, e vedendo l'esitazione del giovane:
— Venite, gli disse, e se voi avrete la felicità di essere ammesso alla presenza di Sua Maestà, le direte ciò che avete veduto.
Incoraggiato da questo invito, d'Artagnan seguì il duca che chiuse la porta dietro a lui.
Allora tutti e due sì trovarono in un piccolo gabinetto tappezzato di seta di Persia e broccato d'oro. Al disotto di un magnifico baldacchino sormontato dalla corona reale e da piume bianche e rosse, stava il ritratto di Anna regina di Francia, grande al naturale, e così perfettamente rassomigliante, che d'Artagnan mandò un grido di sorpresa nello scorgerlo; si sarebbe detto che la regina stava per parlare.
Sotto il ritratto, e sopra un dado ricoperto con magnificenza, era il bauletto che racchiudeva i puntali di diamanti.
Il duca si avvicinò con quel rispetto e divozione, che avrebbe usata per cosa santa, quindi aprì il bauletto.
— Prendete, gli disse, cavando da quello un grosso nastro di fettuccia blu tutta risplendente di diamanti, prendete ecco questi preziosi puntali, coi quali aveva fatto giuramento di essere sepolto. La regina me li aveva dati, me li prende, sia fatta la sua volontà in tutte le cose.
Quindi si mise a baciare gli uni dopo gli altri questi puntali da cui stava per separarsi per sempre. Ad un tratto mandò un grido terribile.
— Che avviene? domandò d'Artagnan con inquietudine, e che vi accadde, milord?
— Vi è che tutto è perduto! gridò Buckingham diventando pallido come un cadavere; mancano due di questi puntali, non ve ne sono più che dieci.